curvab.gif (883 byte)PAESI DELLA PROVINCIA DI LATINA: STORIA E TRADIZIONI
 

Aprilia _ Aprilia detiene un record unico nel suo genere: appena fondata, fu subito distrutta. La nascita ufficiale risale infatti all'aprile (da ciò deriva il nome primaverile) del '37, ma nel 1944 fu completamente rasa al suolo durante la battaglia di Anzio. Ricostruita nei primi anni del dopoguerra con un'architettura ariosa e moderna, si è andata sempre più estendendo, divenendo in breve tempo un grosso centro industriale. Opifici, pastifici, biscottifici, oleifici sono tra le aziende più floride della cittadina pontina. Il santo patrono di Aprilia è S.Michele arcangelo, Santa Maria Goretti è la compatrona.

Bassiano _ Nascosto tra i contrafforti dei Monti Lepini, è un paese di origine medievale, dall'aspetto moderno. Qui nacque il grande editore-tipografo Aldo Manuzio.
Cisterna di Latina _ Nell'antichità romana, questa città non era altro che un villaggetto intorno ad una stazione sulla via Appia, conosciuta come "Tres Tabernae" o le Tre Osterie. Poi Nerone vi fece costruire un grande serbatoio di acqua potabile, la "Cisterna" appunto, per approvigionare d'acqua Anzio antica.
Nel medioevo, Cisterna fu nell'orbita della Chiesa che l'affidò, di volta in volta, a varie famiglie feudali. Nel 1350 fu dei Frangipane che la tennero alcuni decenni finquando Urbano VI non la infeudò a Gorio di Nando Gori di Velletri. Dopo il '400 la tenne, non senza lotte e traversie, la famiglia Caetani di Fondi. Nella lunga storia di Cisterna, si susseguono con periodica e crudele puntualità, distruzioni, saccheggi e incendi, che mai tuttavia, misero completamente in ginocchio i coraggiosi abitanti della città, la cui tenacia e volontà seppe ripetere ogni volta il miracolo della resurrezione. Un colpo terribile Cisterna lo subì nel corso dell'ultimo conflitto mondiale quando fu completamente rasa al suolo durante lo sbarco ad Anzio. Ricostruita, la città ha subito nel dopoguerra una graduale trasformazione da centro agricolo a zona industriale, mantenendo tuttavia ambedue le caratteristiche.
Cori _ Centro d'aspetto medievale scaglionato a piramide, coi suoi due nuclei di Cori Valle e Cori Alto, su un pendio dei Monti Lepini: d'antichissima origine, dal IV secolo a.C. appartenne a Roma.
La Collegiata tardorinascimentale, con un trecentesco candelabro del cero pasquale, sorge nel borgo antico, con case medievali e strade caratteristiche, fra cui la via del Porticato, completamente coperta. Salendo verso Cori Alto, s'incontrano diversi tratti di mura poligonali, i resti del Tempio di Castore e Polluce (I sec. a.C.), la singolare S.Oliva, formata da una chiesa duecentesca e una quattrocentesca con affreschi del XVI secolo, e il cosiddetto Tempio di Ercole, del I secolo a.C. Notevole anche la chiesa dell'Annunziata, con affreschi votivi (XV-XVI sec.) ispirati a Masolino.
A giugno si svolge lo storico "Carosello dei Rioni", al quale prendono parte, nei costumi del '600, i più qualificati rappresentanti dei tre rioni corrispondenti alle Porte Signina, Ninfina e Romana. Noto anche il "Gruppo Folkloristico degli Sbandieratori" che spesso si esibisce all'estero.
Fondi _ Conserva resti di mura ciclopiche, romane e medievali, che narrano la storia gloriosa di "Fundanus" o "Fundi", celebre nell'antichità per il suo vino Cecubo (nell'antichità romana, a causa del clima assai freddo, le viti prosperavano soltanto lungo i litorali marini). La legenda la vuole fondata da Ercole, e pare sia stata dapprima aurunca poi volsca prima di divenire colonia e municipio romano. Nel Medioevo fu distrutta dai Longobardi, saccheggiata dai Saraceni e contesa alla Chiesa da Federico II e da Manfredi. Alla morte di quest'ultimo diverse famiglie nobili si avvicendarono nel suo possesso: i Dell'Aquila, i Caetani, i d'Aragona, i Colonna, i Carafa di Stigliano. A Fondi, nel 1378 il Conclave elesse l'antipapa Clemente VII (nel duomo si conserva la sedia di marmo ornata di mosaici servita, secondo la tradizione, per la consacrazione del Papa scismatico). Nel 1534 si presentò davanti alle coste di Fondi con la sua flotta il terribile pirata saraceno Ariadeno (Khair-ad-Din) Barbarossa attratto da una preda famosa e ambitissima: Giulia Gonzaga vedova di Vespasiano Colonna duca di Fondi, considerata la donna più bella di tutta l'Europa cristiana. Pare che Giulia, avvertita in tempo del pericolo imminente, si calasse nottetempo da una finestra del castello e si rifugiò a Lenola. Barbarossa, rimasto con un palmo di naso, si rifece a modo suo sulle povere popolazioni fondane. I Saraceni tornarono più volte a far visita alle terre fondane e nel 1594 con ferocia particolare. Fondi ha il suo lago, il più ampio, dopo quello di Fogliano, tra i laghi costieri del Lazio, caratterizzato dalla torre del pesce e ricco di flora e di fauna acquatica. Fondi giace opulenta tra i suoi agrumeti, vigneti e oliveti. Il Castello baronale è il suo monumento più celebre e caratteristico insieme alla collegiata di S. Maria.
Latina _ Macchie, sterpaglie ed acquitrini imperavano nel 1931 quando un reggimento di tecnici si portò sulla zona per tracciare i piani di bonifica. Furono fatte venire dal Veneto e dalla Romagna le prime 400 famiglie di coloni che ebbero casa e podere. La posa della prima pietra di Littoria (nome mutato poi dal governo repubblicano sorto nella Resistenza in Latina) fu fatta il 30 giugno 1932. La nuova città fu inaugurata il 18 dicembre dello stesso anno ed eretta, due anni dopo, a capoluogo di provincia. La città ha pianta ottagonale ed è circoscritta da larghi viali: ha al centro una grande piazza, Piazza del Popolo, circondata dagli edifici di interesse pubblico, da cui s'irradiano le varie vie, la principale, Corso della Repubblica conduce alla chiesa di S.Marco. Notevoli il Palazzo della prefettura in piazza della Libertà (nell'interno trittico di D.Cambellotti) e il Palazzo di Giustizia in piazza Buozzi.
Maenza _ La bella rocca testimonia lo splendore di Maenza in epoca medievale. La graziosa città pontina ai piedi dei Monti Lepini ebbe una storia convulsa e agitata partecipando attivamente alle lotte e alle diatribe tra papato e nobiltà feudale. Annuale la sagra delle ciliege.
Monte San Biagio _ Sorge su uno sperone a forma di tolda ai piedi dei Monti Ausoni. La piana sottostante che degrada verso Fondi e Terracina è ricchissima di agrumenti, alle spalle, sugli Ausoni, sughereti e faggeti. Poco distante da Monte San Biagio si erge un grandissimo sepolcro romano (18 mt. di altezza) detto la Torre dell'Epitaffio o più familiarmente "Er Pataffo". La torre fungeva da confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli. Secondo la tradizione vi è seppellita Tulliola, la figlia di Cicerone.
Norma _ Centro agricolo e turistico suggestivo, arroccato sopra una collina calcarea che discende a picco sulla pianura pontina. Nell'antichità classica la latina "Norba", poi volsca e infine romana, ebbe splendore come testimoniano i numerosi resti delle mura poligonali, delle due Acropoli e del Tempio di Diana. Nel Medioevo Norma restò a lungo nell'orbita della Chiesa che la dette in feudo ai Caetani ed ai Borghese.
Ai suoi piedi il Lago di Ninfa, dalle acque limpide e sorgive con rovine di templi, di castelli e di abitazioni: sono i resti di Ninfa, città potentissima, la cui influenza si estendeva, per vasti territori, fino al mare. Alla fine del XV secolo, mentre infuriavano per il suo possesso sanguinose contese tra le famiglie dei Caetani e dei Frangipane, la persistente malaria falcidiò completamente la popolazione; i pochi sopravvissuti fuggirono via abbandonando Ninfa alla suggestiva prepotenza delle piante silvestri, ai colori abbaglianti dei fiori di campo e al volo sommesso delle farfalle.
Ogni anno, in autunno, si celebra la "Sagra della Caldarrosta": le castagne vengono arrostite con una tecnica ed un rito particolare, ricoperte di felci e di ramaglie che si fanno ardere, appena cotte vengono messe nei "manicuti" (cesti di vimini) e quindi distribuite ai buongustai.
Pontinia _ Fondata nel 1935 presso Borgo Pasubio, vicino al laghetto dei Monaci, a poca distanza dalla via Appia e dal fiume Sisto, in seguito alla bonifica delle omonime paludi, Pontinia, dall'architettura moderna e snella, è ancora tutta rurale. Oggi, questa ridente località, sorge al centro di un territorio ameno e fertilissimo popolato da genti laboriose e felici, ma cinquant'anni fa, tutt'intorno non vi era che un vastissimo territorio acquitrinoso, completamente privo di popolazione, regno incontrastato della micidiale "anofele", la zanzara responsabile del diffondersi della malaria, il letale flagello che già in età romana aveva relegato un sì vasto territorio (1000 kmq circa) ai margini della vita civile.
Priverno _ Sopra un'altura calcarea del monte Caiano, alle propaggini della catena dei Monti Lepini, sorge Priverno, in suggestiva posizione panoramica sulla valle dell'Amaseno. Fierissimo centro della civiltà volsca, "Privernum" secondo un'antica leggenda, venne fondata da Metabo, padre di Camilla. Col sorgere e lo svilupparsi della potenza romana, Priverno dovette subire il destino di tutti i centri circostanti e venne sottomessa dopo un'aspra guerra nel 349 a.C. Il Medioevo la vide nell'orbita del papato sempre al centro di intensi traffici commerciali. Nel XVI secolo il pirata saraceno Ariadeno Barbarossa la rase al suolo massacrando i suoi abitanti. Ricostruita più bella di prima riprese a fiorire.
Nella centrale piazza Vittorio Emanuele II sorge il Duomo, gotico-cistercense del XIII secolo, rimaneggiato nel '700, su alta scalea e preceduto da un vasto portico. Notevole anche il gotico Palazzo Comunale (XIII-XIV sec.) e la chiesa di S.Giovanni Evangelista che conserva affreschi votivi di varie epoche.
A 6 chilometri s'innalza, maestosa e raccolta, l'Abbazia di Fossanova, primo monastero cistercense in Italia, fondato nel 1135, ha ricco portale gotico e semplice interno, a tre navate con alto transetto sormontato da tiburio ottagonale. Dal chiostro (1280-1300) a colonnine binate si accede al refettorio e alla sala capitolare, rifatta nel 1250 in stile gotico fiorito, con alti pilastri polistili. Nel 1274 vi morì S.Tommaso d'Aquino.
Prossedi _ Antico centro di origine medievale sui Monti Lepini al confine con la provincia di Frosinone. Fu dato dalla Chiesa in feudo ai Conti di Ceccano che tennero Prossedi per più di quattro secoli. Successivamente, fino ad epoca moderna varie famiglie si succedettero nella sua signoria. Notevole ancor oggi la cinta muraria e il Castello quadrato con alta torre.
Roccagorga _ Sorge su uno sperone roccioso alle propaggini dei Lepini. A lungo la dominarono i Conti di Ceccano, poi i Caetani, i Ginnetti Lancellotti e gli Orsini. Notevoli il Palazzo baronale, l'antica fontana sulla piazza e la chiesa dei Santi Leonardo ed Erasmo.
Roccamassima _ Era l'antica "Arx Carventana" fondata dai Romani e più volte strappata a questi dai Volsci, fino alla distruzione completa della potenza volsca. Il centro abitato prese a fiorire nell'alto Medioevo. Roccamassima fu feudo di varie famiglie legate ai papi che si susseguirono nel tempo. La tennero gli Annibaldi, i Conti, i Salviati, i Borghese ed infine i Doria Panphili. Fra i monumenti più interessanti la chiesa di S.Michele Arcangelo. Bellissimo il panorama. Ottime le olive e il prosciutto.
Roccasecca dei Volsci _ Detta dei Volsci per distinguerla dall'altra Roccasecca in provincia di Frosinone. Ridente paese di origine medievale come dimostrano le strutture urbane ottimamente conservate. Seguì il destino dei centri medievali della regione volsca, affidati dai vari papi ora a questo ora a quel feudatario. Interessante la chiesa dedicata all'Assunta.
Sabaudia _ Città moderna sotto il punto di vista urbanistico. E' in bella posizione lungo le sponde del lago omonimo, una volta denominato "lago di Paola" ed anche "lago della Soresca", alla cui estremità vi è il caratteristico santuario di S.Maria della Sorresca. Il lago è separato dal mare da una serie di dune pittoresche. Il centro, in continuo sviluppo, fu fondato nel 1934 dopo la bonifica integrale dell'agro pontino, il litorale è assai accogliente e disseminato di ville. Incorporando nel territorio di Sabaudia una parte della Selva di terracina e del Circeo fu costituito nel 1934 le splendido e suggestivo Parco Nazionale del Circeo. nel Palazzo Comunale di Sabaudia ha sede l'interessantissimo Museo Archeologico dell'Agro Pontino e del Circeo. Il lago è sede ogni anno di competizioni sportive, motonautiche e remiere nazionali ed internazionali.
Sermoneta _ I duchi Caetani vi innalzarono, nel XIV secolo, il grandioso Castello, dimora di illustri personalità, tra le quali Lucrezia Borgia. Notevole la sua Cattedrale di stile cistercense con pregevoli opere d'arte nell'interno tra le quali una splendida Madonna in Gloria di Benozzo Gozzoli. A circa 5 chilometri vi è l' Abbazia di Valvisciolo, sorta nel 1240 in stile gotico-cistercense, tutta in pietra locale. La chiesa è a tre navate con pilastri rettangolari: dall'ingresso al presbiterio il pavimento sale sensibilmente. Notevole, nell'interno del convento, il chiostro semplice e grazioso, a colonnine doppie.
Sezze _ E' la volsca "Setia" detta anche "Suessa", sull'alto di un colle aperto alla pianura e al mare. Fu occupata da Tarquinio il Superbo, ripresa dai Volsci ed ancora dai Romani. Nella guerra civile tra Mario e Silla parteggiò apertamente per il primo e dovette subire le tremende devastazioni che il vincitore inflisse alle città avversarie. Né fu più fortunata nella scelta della fazione, successivamente, quando ad Ottaviano preferì Antonio, la cui moglie, Fulvia, apparteneva a nobilissima e gloriosa famiglia setina. In età romana Sezze diede i natali a molti celebri personaggi, tra essi ricordiamo il drammaturgo Titinio e il cantore degli "Argonauta", C.Valerio Flacco. Numerosi e interessanti i resti dello splendore romano, i ruderi di ville e di templi, inglobati questi ultimi nell'area delle antiche chiese cristiane. Notevoli anche, le mura poligonali e i resti preistorici con preziose pitture parietali (Grotta Iolanda e Grotta Arnaldo dei Bufali). Sezze, nel Medioevo fu legata alla Chiesa che la concesse in feudo a varie famiglie nobiliari e tra esse ai Frangipane.
La via Corradini attraversa tutto l'abitato e porta al Duomo, caratteristica costruzione più volte rifatta e moddificata nell'orientamento. Assai suggestiva la "Passeggiata dei Cappuccini" dalla quale si gode una riposante vista sui Monti Lepini e sulla vallata di Suso. In un grande anfiteatro all'aperto, ricavato con pochi adattamenti ai piedi del monte del Gallo, vi è il Teatro Sacro Italiano, dove si rappresenta unicamente la "Passione di Gesù" con una folla di attori, tutti sezzesi, e alla presenza di un foltissimo pubblico sempre ammirato, sempre emozionato.
Sonnino _ Caratteristica è la struttura urbana di Sonnino, ammassata con le sue stradette anguste, attorno ad una collina conica, a ridosso dei Monti Ausoni. Sonnino fu già in età preromana fiorente centro degli Ausoni, degli Aurunci e dei Volsci. Nel Medioevo i Caetani, i Borgia, i Carafa e i Colonna si contesero il suo possesso. A Sonnino operò nell'800 il famoso brigante Antri Gasbarone. Suggestiva, la notte precedente l'Ascensione, l'antica "Sagra delle Torce".
il viaggio continua altri paesi in provincia di Latina