| IL PARCO
REGIONALE DEI MONTI AURUNCI _ Il parco è stato istituito nel 1997, abbraccia una
superficie di 47.385 ha. del gruppo montuoso degli Aurunci e si spinge, in parte, verso la
Valle del Liri in provincia di Frosinone. Le maggiori cime sono quelle del monte
Petrella (m. 1535), del monte Forte (m. 1321) e del monte Ruazzo (m.
1315). Il parco ha sotto tutela un apesaggio di natura tipicamente carsica, coi monti che
si aprono |
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IL PARCO REGIONALE URBANO DI MONTE ORLANDOCollocato accanto al centro storico di Gaeta, su un promontorio costituito da una massa calcarea con pareti a strapiombo, per metà circondato dal mare, offre ai visitatori quanto più di vario la natura possa donare: specie vegetali (palma nana, carrubi secolari, lecci, lentisco, mirto, cisti, euforbie, orchidee spontanee) e animali (avifauna migratoria e stanziale: gheppi, civette, falchi pellegrini, gabbiani reale e comune, upupe, ghiandaie marine, rondoni alpini; piccoli mammiferi roditori e rettili); vedute su tutta l'area del Golfo e le Isole Pontine; costruzioni storiche: il Mausoleo romano di L. Munazio Planco, fortificazioni, grandi polveriere, batterie borboniche; un famoso luogo di
culto e pellegrinaggio, il Santuario della SS.Trinità, con la Montagna Spaccata.
Una pia tradizione vuole che, alla morte di Cristo, un
terremoto abbia spaccato la roccia in tre parti: una di queste fenditure è una profonda
cavità, la Grotta del Turco, che evoca storie di scorribande saracene; un'altra
fenditura è, propriamente la Montagna Spaccata, percorsa da una scalinata che si conclude
nella Cappellina del Crocefisso, costruita su un masso rimasto incastrato tra le
pareti rocciose. L'accesso al parco è possibile sia dal Quartiere medievale di S.Erasmo
che da Serapo. E' vietato l'ingresso di mezzi motorizzati. Per le visite guidate ci si
può rivolgere al guardiaparco e per qualsiasi informazione all'Ufficio del Comune di
Gaeta, Piazza XIX Maggio, tel. 0771469220. Lo specchio di mare antistante il Parco di
Monte Orlando è Oasi Blu, in concessione al WWF Italia per la tutela e la
conservazione dell'ecosistema marino, con previsione di attività educative e ricreative e
attività di ricerca. Sono vietati la navigazione, l'ormeggio e la pesca. Il fondale
roccioso è ricoperto di alghe, spirografi, gorgonie, margherite, molluschi, ricci e
stelle marine, gasteropodi, polpi, nudibranchi, piccoli crostacei e aragoste. Numerosi i
pesci: donzelle, scorfani, saraghi, cernie, fragolini, orate, spigole e dentici.
Sopravvive la prateria di Posidonia oceanica. Oltre alle immersioni subacquee guidate e al
sea-watching, in particolari periodi è in funzione l'acquavideo (imbarcazione a
pareti trasparenti). L'Oasi Blu è affidata al WWF Italia, Sezione Aurunca, tel.
0771683850. |
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L'OASI BLU VILLA
TIBERIO A SPERLONGA _ L'oasi è costituita dallo specchio di mare che bagna, a Sperlonga, la Villa di Tiberio ed è un esempio di
perfetta sintonia fra conservazione di beni naturalistici ed archeologici. Il fondo è roccioso e sabbioso. E' affidata al WWF Italia. Vi si effettua un
laboratorio didattico, un percorso subacqueo, visite in barca, percorsi natura, campi
scuola di studio e di ricerca, settimane sea-whatching, escursioni lungo la costa,
attività didattiche per le scuole, soggiorni didattici. Per informazioni: WWF Italia -
Sezione Aurunca - tel. 0771683850. |
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LA RISERVA NATURALE MARINA DELLE
ISOLE VENTOTENE E SANTO STEFANO_ E' di recente istituzione (1997) l'area naturale
marina protetta "Isole di Ventotene e Santo
Stefano". Comprende tre zone a protesione differenziata: la riserva integrale con
accesso limitato agli scopi scientifici; una riserva generale con regole meno rigide, e
una riserva parziale, dove sono consentite tutte le attività compatibili con la
preservazione dell'ambiente. L'istituzione della riserva consentirà la protezione di uno
degli ambienti acuei e subacquei d'Italia. L'elenco delle specie animali presenti nella
riserva è molto lungo. Fra gli uccelli, i rettili, i mammiferi marini: gabbiano comune,
berta minore, tartaruga marina comune, capodoglio, stenella striata, delfino comune: fra i
pesci: cappone imperiale, cernia bruna, rana pescatrice, castagnola, aguglia, triglia di
scoglio, rombo chiodato, nasello, murena, pesce San Pietro, ricciola, acciuga, sarago
comune, fragolino, dentice, marmora, sugherello, tracina, sogliola, cefalo dorato, donzella
zingarella, scorfano bruno; fra i poriferi, celenterati, ctenoformi, anellidi, molluschi,
echinodermi e tunicati: patella, chiton, gibbula, columbella, conus, murex, certhium,
nassa, arca, cardium, tellina, venus, dorax, mactra, verongia, polmone di mare, beroe,
serpula, calamaro, granchio melograno, ofiura, halocinthia. Per informazioni: Comune di
Ventotene, tel. 077185014, tel. e fax 077185265. |
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LE OASI
AVIFAUNISTICHE DI PALMAROLA E ZANNONE _ A ovest di Ponza, a circa 8 miglia, sorge l'isolotto di Palmarola, lungo 2,5 km e largo appena 400 metri, definito, da
Folco Quilici "un miracolo": per la sua condizione di solitudine, di silenzio,
di vuoto, di meraviglia, per le sue rocce vulcaniche multicolori, per le sue acque
trasparenti e profonde. E' un'isola disabitata, con una ridotta vita turistica nella
stagione estiva (un punto di appoggio e di ristorazione alla buona). Su un piccolo
faraglione sorge una cappellina dedicata al Santo Patrono di Ponza, San Silverio.
Si arriva all'isola affittando imbarcazioni a Ponza, da dove vengono anche organizzate
escursioni giornaliere (da Ponza Porto o da Cala Feola in località Le Forna). Dalla parte
opposta di Ponza, a circa 6 miglia m. si trova l'isolotto di Zannone, disabitato, con un circuito costiero di appena 5 km. A
differenza di tutte le altre isole, del gruppo pontino, di origine vulcanica, Zannone è
costituita anche da rocce sedimentarie e metamorfiche ed è ricoperta da un bosco di lecci
e sughere. Costituisce un'oasi per la selvaggina di passo e per gli uccelli marini ed è
una delle poche zone che mantengono quasi del tutto integre le caratteristiche della flora
e della fauna tipiche del Mediterraneo. Vi ha trovato insediamento anche una piccola
colonia di mufloni. Nel porticciolo di attracco, si trova un murenario di età romana e
sull'isola i resti di un antico convento. Dal 1979 fa parte del Parco Nazionale del
Circeo, che vi tiene un piccolo centro di documentazione. E' sorvegliata da guardie
forestali. Per visitare Zannone rivolgersi al Comune di Ponza - tel. 077180108 e alla
Direzione del Parco Nazionale del Circeo con sede in Sabaudia (LT) - Via C.Alberto, 107 -
tel. 0773511385 - fax 0773510503. |
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IL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO _
Il più piccolo dei parchi nazionali italiani comprende 4 laghi costieri, dune marine, il
Promontorio del Circeo con grotte misteriose e ricche di storia (tra esse, la Grotta
Guattàri, in cui fu rinvenuto un teschio neandertaliano), una zona umida di interesse
internazionale, l'isola di Zannone già descritta e una foresta
di 3260 ettari. In quest'area sorgono i centri abitati di Sabaudia, di Latina e di San Felice Circeo. La varietà degli
ambienti è completata dalle grotte preistoriche marine che si aprono lungo il
promontorio, da resti di epoca romana: la grandiosa Villa di Domiziano, ai margini
tra la foresta e il Lago di Paola, e la grotta con la sorgente detta "Fonte
di Lucullo", le torri cinquecentesche di avvistamento. La flora e la fauna sono
ricche: cinghiali, daini, volpi, falchi, cormorani, folaghe, beccacce di mare, anatre,
aironi, picchi, Cavalieri d'Italia, poiane; farnie, lecci, sugheri, palme nane,
ginepri, coccolone marittimo, ontani neri, cerri, ecc. E' possibile visitare il parco
percorrendo le strade panoramiche che lo attraversano; sostare in aree attrezzate per
pic-nic; l'ingresso per l'area demaniale è consentito a piedi, attraverso i passaggi
pedonali esistenti lungo il perimetro, o in bicicletta lungo itinerari ciclabili.
All'interno della foresta demaniale, asistono aree dichiarate "riserva naturale
integrale", dove l'accesso è consentito solo previa autorizzazione. Per informazioni
rivolgersi alla Direzione del Parco in via C.Alberto, 107 a Sabaudia, tel. 077311385, fax
0773510503. Qui è allestito un Centro visitatori con un punto informazioni, un Museo
didattico, una biblioteca, una sala audiovisivi, un'area attrezzata con percorsi
didattici. Altri allestimenti espositivi e didattici sono posti in vari punti del Parco. |
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L'OASI DI NINFA _ Posta ai piedi del paese di Norma, sui Monti Lepini e
gestita dalla Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta, comprende le rovine della
città medievale, abbandonate nel XIV secolo e il grande giardino iniziato da Galasio
Caetani nel 1922. Il giardino, immerso tra i resti di chiese, abitazioni, il castello e il
municipio, è attraversato dall'omonimo fiume Ninfa, le cui sorgenti sgorgano a
monte della città. Una diga, realizzata alla fine del 1200, ne raccoglie le acque a
formare un romantico laghetto. Le visite sono guidate ed è possibile accedervi
da aprile ad ottobre, il primo sabato e la domenica successiva di ogni mese, oltre al 1°
maggio e la terza domenica di aprile, maggio e giugno. Per i gruppi si può concordare
un'apertura speciale. Orario di apertura: 9.00-12.00 e 14.30-18.00 (15.00-18.30 a luglio,
agosto e settembre). Per informazioni: Amministrazione "Fondazione Caetani", Tor
Tre Ponti, Latina, tel. 0773632231; A.P.T. di Latina - Via Duca del Mare, 19 - tel.
0773695404 - fax 0773661266; Uffici informazione degli I.A.T. di Terracina tel.
0773727759; di Gaeta tel. 0771462767; di Formia tel. 0771771490; di Minturno-Scauri tel.
0771683788; LIPU tel. 0773484993; Portineria di Palazzo Caetani, Roma - Via delle Botteghe
Oscure, 32 - tel. 0668803231; WWF Roma - Viale G.Cesare, 128 - tel. 063723753. |
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IL PARCO REGIONALE SUBURBANO DI GIANOLA-MONTE DI
SCAURI _ Tra i territori orientali del comune di Formia e quelli occidentali di Scauri-Minturno, su una penisoletta che si eleva fino al monte di
Scauri (mt.128), si trova il parco regionale suburbano di Gianola-Monte di Scauri. Ha una
superficie di 290 ha e vi si accede percorrendo la via Appia, lato Napoli, fino al km 148.
Da qui, dirigendosi verso la località di Gianola e seguendo le indicazioni tabellari, si
arriva fino al porticciolo e all'ingresso del parco. Il territorio è coperto da una fitta
macchia mediterranea, con lentisco, mirto, filirea, rosmarino, ginestra e molte altre
specie arboree, compresa qualche rara orchidea selvatica. Ricci, volpi, donnole
erettili, come il ramarro ela testuggine comune, ne costituiscono la fauna. Importanti
resti archeologici, databili al I sec. a.C. ne caratterizzano il territorio: una grande e
lussuosa villa romana con portici, su vari ordini di terrazze, che degrada verso il
mare e una grande cisterna ottagonale per la raccolta delle acque piovane, chiamata il Tempio
di Giano. L'ambiente è completato da un piccolo approdo, il porticciolo di
Gianola, realizzato nel 1930 sulla peschiera di una villa romana. Il tratto di costa
antistante il parco regionale è Oasi Blu, area marina protetta attraverso la
concessione demaniale al WWF Italia. Ha una superficie di 50.000 mq e vi sono vietati il
transito e la sosta delle imbarcazioni a motore e la pesca. I fondali dell' Oasi
cominciano dalla zona a spruzzo dove si trovano uccelli marini come la beccaccia di mare e
il cormorano, il gabbiano reale e il piro piro. La zona profonda ha fondo sabbioso a
prateria di cymodocea (6 mt. di profondità). I fondali sono popolati di alghe coralline,
alghe verdi come la lattuga di mare, la padina pavonia e il gelidium. In profondità
triglie e perchie, salpe, occhiate, saraghi e fragolini, bavosa rugginosa e labridi. Tra la
prateria del fondale si trovano il riccio di mare, la stella marina e il cavalluccio
marino simbolo dell'Oasi. Il WWF vi organizza attività educative, didattiche e di
ricerca, compresa quella naturalistica del sea-watching. Il parco è gestito da un Ente
parco che ha sede in Scauri e che organizza anche visite guidate: Direzione del Parco -
Via Appia, 262, Scauri - tel. e fax 0771614268. |
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IL MONUMENTO
NATURALE DI CAMPOSORIANO _ E' situato a cavallo tra i
comuni di Sonnino e di Terracina, a circa 400
mt. di altezza e a 8 km dalla città. Si raggiunge percorrendo la strada che conduce dal
fondo della Valle di Terracina a "Casaletti", a "Valle Fasana" e,
quindi, a "Campo Soriano". E' una zona geologicamente molto interessante per la
presenza di un campo carsico e di iceberg di pietra che emergono dal terreno.
Attraverso le rocce affioranti sono leggibili, per l'occhio esperto, le tracce di lunghi
periodi geologici, che hanno interessato monti Ausoni. Il luogo è ricco di fascino, la
sua bellezza incontaminata e selvaggia, per la sensazione profonda che regalano le
numerose tracce legate ad attività agro-silvo-pastorali, per gli scorci panoramici sulla
valle con il mare ed il promontorio del Circeo sullo sfondo. Per informazioni: Ufficio
I.A.T. di Terracina tel. 0773727759. |
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| Testi: Maria Caterina Santini Foto: APt Latina |